Spank Rock

Spank Rock: Info

hip hop d'avanguardia.
Per quanto il rap sia un genere carico di creatività, capace di reinventarsi continuamente, non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte a qualcosa di veramente originale. Gli Spank Rock, agli antipodi rispetto a fenomeni come 50 Cent, Nelly e compagnia, sono un collettivo di DJ venuti fuori dalla scena underground del Maryland, sospinti da una passione viscerale per l'hip hop, l'elettronica e le drum machine vecchio stile, quelle che rendono inconfondibili i beat. L'album di esordio degli Spank Rock, "YoYoYoYoYo", mette insieme il meglio di quanto prodotto dalla scena regionale di quei luoghi, inserendosi in quella fila di dischi innovativi e indipendenti in cui potremmo annoverare, pescando a caso tra old e new school, 2Live Crew, Beastie Boys, Dizzee Rascal, Quasimoto o la prima Missy Elliott ed è costruito intorno alla fantasia dei sample come elemento portante. Il campionamento diventa unità di misura e tassello di un grande caleidoscopio di pulsioni electro, Miami-bass, dub, house e drum'n'bass.
La crew originaria di Baltimora, ma ormai di base a Philadelphia, comprende i producer DJ Alex Epton aka Armani XXXchange e Chris Rockwell ma la sua vera anima è Naeem Hanks aka MC Cool Disco Spank Rock: è lui il cervello pensante nonché depositario del nome del gruppo nonché l'uomo che nel 2005 riesce a strappare un contratto con la label Big Dada. Spank pubblica qualche singolo ("Put That Pussy On Me", "The Backyard Betty EP"), affianca M.I.A. nel suo tour americano e intanto prepara il disco d'esordio sulla lunga distanza.
I 42 minuti di "YoYoYoYoYo" vedono la luce nei primi mesi del 2006, preceduti da altri due singoli (Sweet Talk e Rick Rubin) che rafforzano il nome e la reputazione di Spank Rock nel panorama indipendente americano. Il brano che apre il disco è "Backyard Betty", la storia di una campionessa di 'ass-shaking' raccontata su una base che mescola percussioni e melodie orecchiabili che sembrano suonate da una macchina, "What It Look Like" è costruita intorno a spezzoni casuali di violino e liriche fantasiose, "Sweet Talk", accompagnato dalle immagini di un videoclip, è un pezzo intriso di funk rude e grezzo ingentilito da un dolce soul artigianale. Un disco non sempre facile, inadatto per palati poco selettivi, ma che può regalare grandi soddisfazioni agli ascoltatori più navigati già dopo pochi ascolti.